Il cibo ai tempi di Irene

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  • raccontato da Bellomarini Irene | 1923
  • caricato da Provincia di Roma - Per la memoria | 01/06/2011
Si viveva benino perché ognuno aveva il suo pezzetto di terreno. C’era tutto: grano, la legna, granturco, fagioli… per la carne c’era il maiale che si macellava prima di Natale e ogni volta Irene ricorda un fuggi fuggi, padre compreso, per la pena che faceva il maiale. La colazione si faceva con le zuppe, il latte non c’era perché non avevano le mucche. A pranzo e a cena si mangiava la minestra. Si mangiava tutti insieme. La domenica era festa, vestiti bene e a messa. A Natale e alla Befana i regali erano poca roba: il padre dentro ad un buco dei ciocchi di legna, faceva trovare una castagna cotta. E per la Befana dentro i calzettoni faceva trovare un mandarino o una meletta. Pochi dolci: si faceva la pasta dolce con le noci e le mandorle, si faceva le pizze e lo strudel. Ma la cioccolata non c’era.
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